L’insegnamento nelle scuole risente di quello che Ulrich Beck ha definito “nazionalismo metodologico”, secondo il quale le dimensioni storiche, economiche socio-culturali e politiche possono essere analizzate solo attraverso categorie ben definite e delimitate a livello nazionale. Tuttavia, in Europa, viviamo e agiamo all’interno di una politica multilivello con una pluralità di culture e tradizioni.
Da qui la necessità di azioni che mirino ad approfondire le conoscenze degli insegnanti in materia di educazione civica europea, governance multilivello e istituzioni europee. È da questa esigenza che nasce il progetto Erasmus+ EUdemos. Un progetto che – grazie alla collaborazione di 6 strutture educative provenienti da 5 paesi europei (Spagna, Portogallo, Grecia, Polonia e Italia) e ai finanziamenti dell’UE – consentirà agli insegnanti dei paesi partner di espandere la propria conoscenza su tematiche riguardanti lo sviluppo dell’ educazione civica europea, il concetto di democrazia e cittadinanza europea e il ruolo dei diritti umani in seguito alla pandemia di Covid 19, promuovendo al contempo l’attuazione e lo scambio di nuove metodologie didattiche per l’insegnamento di queste tematiche.
“Le scuole sono le vere protagoniste di questo progetto” ha affermato il coordinatore accademico, il Prof. Jerónimo Maillo González-Orús della CEU San Pablo University di Madrid all’apertura del kick-off meeting svoltosi ieri, giovedì 26 gennaio. Insieme alle scuole partner presente anche il CesUE (Centro studi, formazione omunicazione e progettazione sull’UE e la global governance) che, in qualità di subcontractor esperto di tematiche europee, curerà insieme ad EURACTIV Italia la parte relativa alla comunicazione e disseminazione dei risultati del progetto.
“Verrà garantito un percorso di formazione il più possibile completo e coerente con le specifiche esigenze di ciascun partner e in linea con le tematiche stabilite di comune accordo” ha specificato Roberto Castaldi, direttore del CesUE.
Dopo la parte formativa, caratterizzata da workshop di formazione per insegnanti e seminari con policy makers, il progetto si concentrerà sull’introduzione delle tematiche trattate all’interno dei syllabus scolastici, così da operare un radicale e duraturo cambiamento all’interno dei programmi di insegnamento.
Questa seconda fase sarà caratterizzata da laboratori di divulgazione rivolti agli studenti e momenti di progettazione congiunta attraverso lezioni collaborative online tra studenti di diverse scuole. Tali scambi virtuali si baseranno sull’avvio di un dialogo fra due classi di due diverse scuole superiori, diverse di volta in volta, che affronteranno vari argomenti europei sotto la supervisione degli insegnanti, in vista delle summer-school in previsione nel 2024 e nel 2025.
[a cura di Francesca Berti]

